di Giovanni Testori
nato con la regia di Emanuele Banterle
con Andrea Soffiantini
(Content Warning: contenuti legati alla violenza, alla sessualità, temi religiosi sensibili, linguaggio crudo)
Età consigliata: dai 18 anni
14 MARZO
CHAPELLE DE L’UNIVERSITÉ – MISÉRICORDE, FRIBURGO – ore 20.00
Evento speciale in collaborazione con l’Université de Fribourg – al termine dello spettacolo, Andrea Soffiantini incontra il pubblico
In Factum est si riconosce una letterarietà straordinaria da discutere fra Beckett, Burroughs e Pound.
Alberto Arbasino
Cosa significa, oggi, affermare la vita? «Cri». Comincia così Factum est, uno dei monologhi più intensi del teatro testoriano: a spezzare il silenzio è il balbettio di un feto, una sillaba appena accennata, apparentemente incapace di significato, e che tuttavia nella sua incompiutezza, descrive già la direzione di una domanda. Era il 1980, all’indomani della Legge sull’aborto, quando Testori scrisse Factum est per un giovane Soffiantini, sfidando la scena italiana. Factum est è parola che prende vita a poco a poco, fragile e potente e che, incalzando il cuore dello spettatore, sa dar voce e corpo allo scandalo del dolore umano. La parola di chi non vedrà mai la luce s’incarna e si allarga fino a elevarsi a grido universale, a interrogazione sul senso della fatica e del dolore, a indagine infiammata sulla libertà dell’uomo.